lunedì, 02 novembre 2009
Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle
poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da argenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’assenzio
di una sopravvivenza negata.

ALDA MERINI, da "La Terra Santa" 1983
postato da: GiuLia11 alle ore 22:06 | Permalink | commenti (1)
categoria:citazioni, poesiaaltrui
giovedì, 08 ottobre 2009
«Per fortuna che Silvio c'è. Altrimenti - ha spiegato alla radio il Cavaliere - il Paese sarebbe nelle mani della sinistra che ha una organizzazione di una minoranza della magistratura che usa il potere giudiziario ai fini di lotta politica, ha più del 70% della stampa che è tutta di sinistra con in testa Repubblica e gli altri giornali, ha tutti i programmi di cosiddetto approfondimento politico con la tv pubblica pagata con i soldi di tutti».

da Corriere.it

postato da: GiuLia11 alle ore 09:43 | Permalink | commenti (2)
categoria:politicando, chiaccchiera, attualitapreoccupante, chisssà
domenica, 27 settembre 2009
Presa dall'atmosfera casalinga di queste prime giornate di autunno, mi sono dedicata alla cucina per pochi minuti, quelli che bastano per la preparazione (cottura escl.) della Schiacciatina con spinaci.

farinaNon servono grosse risorse alimentari per "produrre" questa leggera pizza alle verdure che può fare sia da aperitivo, da antipasto o da contorno.
Ingrembiulatevi e partiamo!!!
Fate scongelare in padella 4cubetti di spinaci surgelati,
aggiungendo un po' di sale e
un filo d'olio.
In una terrina lavorate, snza trppi sforzi, 200gr di farina (4 grossi cucchiai crca)
con 350ml di acqua (2bicchieri)
aggiungete 50 gr di formaggio grattuggiato
una manciata di sale
e un po' di pepe.
Amalgamate a questo composto abbastanza liquido
gli spinaci..
"frustate, frustate" il tutto
e versatelo in una teglia foderata cn carta forno.
Buttate in forno a 160*C
e aspettate una mezzoretta.
Nel frattempo rassettate la cucina, telefonate le vostre amiche, stressate i vostri fidanzati, fate pubbbblic relation su Fb, msn, skype, splinder, twitter, badooo e cose varie...tenendo sempre un occhio di riguardo per la "Schiacciatina con spinaci" che nel vostro forno sta prendendo colore.

:)
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categoria:ricetttte
mercoledì, 16 settembre 2009

Il mondo esiste?

  , è lì fuori:

si contorce in danze,

é in continuo movimento

il suo solo fine è

il non fermarsi.

postato da: GiuLia11 alle ore 09:07 | Permalink | commenti
categoria:poesiamia, chisssà
martedì, 01 settembre 2009

guernica_large

postato da: GiuLia11 alle ore 09:50 | Permalink | commenti
categoria:citazioni, lavignetta del giorno, chisssà
venerdì, 14 agosto 2009

Enrico Mentana: La «festa» a Parigi, la curiosità della stampa estera e gli errori di quella italiana

Caro Mentana, non sono di quelli che hanno messo in dubbio l’autenticità delle registrazioni di Patrizia D’Addario. Ma lo spettacolo a Parigi, la stampa straniera che ci bacchetta perché non facciamo la rivoluzione... Non stiamo trasformando in caso una trita storia di sesso e potere? Lucia

A me pare che i due protagonisti non si possano per ora lamentare: il Cavaliere resta saldo in sella e può persino ironizzare, ma non troppo, sulla sua focosità privata, e la D’Addario vive una stagione da star, di emblema della libertà non solo sessuale.
Lei mi chiede di parlare di Patrizia: che in effetti passa per una specie di eroina, di Mata Hari della democrazia. Come se si fosse calata nel letto dell’Odiato Tiranno al solo scopo di mostrarlo nella sua vera luce, e accelerarne il tramonto. Ognuno di noi ha il diritto e il dovere di riflettere sullo stile di vita del premier e di trarne poi le conclusioni che crede alla prossima tornata elettorale. Ma è un po’ strano che si traggano conclusioni morali pesanti – che ci stanno eccome, beninteso – su Silvio Berlusconi, e poi invece si sorvoli disinvoltamente sui comportamenti di colei che lo ha incastrato, registrando l’incontro intimo per cui era stata ingaggiata come tante altre volte. Nessun moralismo: la professione di Patrizia D’Addario, che i mezzi di informazione elevano all’etichetta di «escort», c’è ed è per definizione la più antica del mondo. Ma è ben diversa da quella di paladina dello Stato di diritto o di martire della Repubblica.
Dico questo perché mi sembra si sia passata un bel po’ la misura, soprattutto in occasione di quella specie di festa allestita a Parigi, tra maschere di Berlusconi e camerieri in maglietta del Milan, in cui la D’Addario ha fatto da ospite d’onore. È vero che sta sfruttando il famoso quarto d’ora di celebrità. È vero anche che i media di tutto il mondo sono sempre stati famelicamente attratti da queste inguaiatrici dei potenti (pensate a Monica Lewinsky). Ci sta tutto: però con giudizio, ricordando di chi stiamo parlando, e chi stiamo facendo parlare. Lei parla come una vittima del regime costretta all’esilio, con gli stessi toni di un Cesare Battisti (quand’era anche lui a Parigi).
Esagero? Purtroppo no: prendiamo Repubblica, il quotidiano che più ha scavato in questa zona oscura del Cavaliere, e leggiamo come inizia l’articolo dell’inviato a Parigi Paolo Berizzi, ottimo cronista: «Le due del pomeriggio. Un bicchiere di bevanda energetica (“Non dormo da tre giorni”). Un mazzo di giornali e un foglio di carta con il testo dell’instant-hit autobiografica, titolo My Life. Sul divano dell’albergo che la ospita in questo weekend di lavoro parigino, Patrizia D’Addario si riprende dall’ubriacatura mediatica e dal bagno di flash della serata-show al Globo. “È stata una cosa incredibile, ho capito che non sono sola, che la gente mi vuole bene, soprattutto fuori dall’Italia”, dice a Repubblica ravviando i capelli biondi e sistemandosi gli occhialoni da diva». Giudicate voi: faccio notare solo che la signora ha pronunciato queste parole meno di 24 ore dopo il suo arrivo in Francia…
Quanto alla stampa straniera, il discorso è diverso. Questo rilievo, quest’at- tenzione, ci stanno tutti. La storia è fortissima, giornalisticamente parlando. Pensate a tutto quel che è emerso, dalla festa di Noemi in poi, passando per l’annuncio di divorzio, con tutte le rivelazioni sulle feste e sulle ragazze in odore di candidatura politica, e il fiume delle intercettazioni e registrazioni che arrivavano dall’inchiesta barese. Trasferitela in qualsiasi Paese straniero, a carico del leader più forte. I giornali italiani ne parlerebbero per mesi con gusto e dovizia di particolari, come sempre fa la stampa, l’ho già detto, quando si mescolano sesso e potere, leader pubblici e vizi privati.
Questo, e nient’altro che questo, stanno facendo i media stranieri. Poi succede che i commentatori ne traggano le conseguenze, chiedendosi se Berlusconi rischia di perdere il posto o no. E qualcuno non si capacita che stia ancora lì, e gli italiani non lo caccino. Hanno il diritto sacrosanto di scriverlo, se lo pensano. Ma forse non conoscono l’Italia e i suoi abitanti, insomma noi. Divisi da 15 anni tra berlusconiani e anti-berlusconiani a prescindere, e per questo impermeabili, o quasi, anche a questo scandalo alle Cime di Rapa. 

Su Vanity Fair 32/09

domenica, 09 agosto 2009

un mare di libri

postato da: GiuLia11 alle ore 20:04 | Permalink | commenti (1)
categoria:avventure, consigliodilettura
mercoledì, 22 luglio 2009
Ci sono poeti
che di vivere
fanno solo finta.
Si profumano
si aggraziano
si atteggiano
conoscono almeno mille
termini inglesi e francesi
i più sofisticati
e parlano solo se sanno
di non essere capiti
così di loro si dirà:
ma come parla bene!
poeti diffidenti
inaccostabili divini
che non valgono niente
convinti che ad ogni costo
che tutto è deludente.
Nei loro versi si decanta
l'invincibile infelicità
la grande incomunicabilità
ma in verità tutto questo
proprio non ce l'hanno
se lo vanno a cercare
per un triste poetare
e traggono l'arte in inganno.
Ogni tanto aprono la bocca
e ti mostrano la lingua
per farti vedere
che oltre a parlare
sanno anche leccare.
Evviva il poeta!
evviva la sua canzone
di bestia in estinzione!
 
25 luglio 1978
 "Ogni tanto aprono bocca" Salvatore Toma, poeta pugliese (1951-1987)
postato da: GiuLia11 alle ore 18:10 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesiaaltrui, consigliodilettura
martedì, 14 luglio 2009
MAH

C

   A

       L

          d

               0                    

        "La vera libertà è non dover scegliere"

postato da: GiuLia11 alle ore 20:11 | Permalink | commenti (1)
categoria:cronachevelocidiquotidianetà
domenica, 12 luglio 2009

Berlusconi è un'anomalia tipica del nostro paese?

No,è piuttosto tipica del nostro tempo. Le ideologie sono tramontate, le classi sociali sono sbiadite, ed emergono uomini politici scelti non tanto per quello che rappresentano quanto per la loro personalità, per le loro promesse, per la loro forza di attrazione... la nostra è l'epoca del populismo, e lui piace perché gli italiani si riconoscono in lui, racconta barzellette, suona il pianoforte, canta canzoni napoletane, corteggia le donne, ha una squadra di calcio..di fronte a quest'uomo, fantasioso e spregiudicato, gli avversari, ma anche gli alleati, finiscono per scomparire. Nell'era populista, i Prodi, i Veltroni, i D'Alema, i Rutelli diventano figure grigie, di secondo piano. L'iniziativa resta sempre nelle sue mani. Ma è inutile rimpiangere i grandi partiti del passato, chiedersi perché non ci sia più una sinistra, e tentare di ricrearla. Come è inutile denunciare le bugie e i giochi del prestigiatore di turno. Berlusconi dirige l'orchestra, e la fa sempre franca.

da Italia mia:un paese senza testa, Lucia Castagna intervista Piero Ottone per ITALIA MIA in "Leggere Tutti", n.40, 2009, p.16.